Poesia

 

 

Il mio corpo sottile è una lama tra i flutti,

la luna è vicina, la tocco sull’acqua.

Cerchi di luce, riflessi ormai spenti,

un’altra bracciata mi porta lontano.

Annego nei sensi, rivedo il mio tempo,

oasi profonde di lampi e tormenti,

scivola dolce la mano sull’onda,

spuma sincera, natura benigna. 

 

 

 

 

 

Voglio correre in moto senza casco,

tra lucine colorate e cirri bui.

Voglio brividi di freddo sulla pelle, respirare vento e pioggia e adrenalina.

Freccia di sangue e ghisa il corpo mio, che si staglia in una notte senza stelle.  

 

 

 

 

Non fuggire dall’attimo.

Non cercarmi altrove. Vivi.

 

 

 

 

 

La radio passa “Born to run”,

dal vetro opaco ti riconosco come in un disegno di colori a cera.

Diafana, dietro un ombrellino piegato dal vento, con le buste della spesa.

“H-oh baby this town rips the bones from your back”.

Sono circondato da teste e clacson.

Verde. Non ti vedo più. 

 

 

 

 

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