SEROTONINA – Michel Houellebecq

 

 

serotonina - michel houellebecq

Per recensire un capolavoro – parola abusata, inflazionata, ormai svuotata di contenuti, ma nel caso di specie non me ne vengono in mente altre, sinonimi o vocaboli “equipollenti” come dicono le persone colte – basterebbe scrivere: questo libro è un capolavoro. Punto. Ma di Serotonina di Michel Houellebecq, romanzo edito in Italia da La nave di Teseo e arrivato in libreria il dieci di gennaio, qualcosa mi tocca pur scriverla, non fosse altro che per onorare i pochi lettori che ho, assecondare la loro curiosità fatta lievitare per settimane da giornali, tivù, blogger, scrittori e altri addetti ai lavori, intorno a questo tomo di 332 pagine, divenuto un caso letterario ancora prima che venisse pubblicato. E allora raccontiamolo questo capolavoro.

Nel bene o nel male, i romanzi di Michel Houellebecq fanno sempre discutere, alimentano dibattiti, spesso polemiche feroci: Sottomissione, il libro che anticipò la stagione del terrorismo islamico fu accusato addirittura di blasfemia e l’autore costretto a rinunciare alla promozione in pubblico per non finire sulla black list dove è già inciso da tempo il nome di Salman Rushdie. Scrive sempre lo stesso libro, dicono di lui i suoi detrattori. Una critica che accompagnò per molti anni anche altri scrittori celebri: Sartre, Camus, Moravia, come Houellebecq cantori del nichilismo e dell’apatia. Leggendo Serotonina, riflettevo sul fatto che i libri di Houellebecq come accade per esempio con i romanzi di Richard Yates, li amiamo e li detestiamo per la stessa ragione: raccontano storie disturbanti, storie che ci costringono a guardare nelle nostre vite e a scoprirci soli e infelici. “In Occidente nessuno sarà più felice” è l’amara conclusione del protagonista, Florent-Claude Labrouste, il quarantaseienne funzionario del ministero dell’Agricoltura perdente fin dalla nascita per aver ricevuto un nome del tutto sbagliato, fastidioso, che non gli somiglia affatto. Nella prima parte del racconto, scritto tutto in prima persona, Florent sta trascorrendo una noiosa vacanza in Spagna in compagnia di Yuzu, la giovane fidanzata giapponese dalla quale intende separarsi a qualunque costo, al punto di escogitare un piano sbrigativo e folle, il piano consiste semplicemente nel gettarla dalla finestra. Yuzu è una ragazza viziata “A essere figlie uniche di genitori ricchi si viene fuori come Yuzu, qualunque sia il paese, qualunque sia la cultura” e molto disinibita, anzi è una vera troia. Florent scopre infatti che in sua assenza la fidanzata organizza festini erotici con uomini e cani. Per i dettagli vi rimando alle pagine 48, 49 e 50. Lui e Yuzu sono una coppia in fase terminale “Non c’era più niente che potesse salvarla, ed era comunque un’eventualità non auspicabile”. E’ a questo punto che la storia raccontata da Houellebecq entra nel vivo. Florent si dà alla fuga, fugge dalla sua vita e da se stesso. Si trasferisce prima in albergo poi nella tenuta di un suo ex compagno di università – Aymeric, uomo di origini nobili oggi allevatore in crisi e marito abbandonato – dove trascorrerà un capodanno tragico ed esilarante – tutto il libro si muove sui binari dell’inquietudine e della comicità – ”Ero felice nella solitudine? Pensavo di no. Ero capace di essere felice in generale? È il tipo di domanda che credo sia meglio non farsi”. Florent è ufficialmente depresso. A tenerlo in vita, anzi ad aiutarlo a non morire, è il Captorix, un farmaco di nuova generazione “una piccola compressa bianca, ovale, divisibile. Non crea né trasforma; interpreta. Ciò che era definitivo, lo rende passeggero; ciò che era ineluttabile, lo rende contingente”. E’ il tempo dei ricordi. Florent si illude di riportarli in vita, di ridare corpo al passato, ma l’appuntamento con Claire, una sua vecchia fiamma, è deludente. La ragazza briosa e sensuale di vent’anni prima oggi è una grassona già sbronza prima di cenare. Anche il nuovo incontro con Aymeric, l’allevatore disperato che lo coinvolge in una rivolta sanguinosa contro la polizia, non ha lo stesso sapore della giovinezza “In fondo le uniche amicizie autentiche, non sopravvivono mai all’ingresso nella vita adulta, si evita di rivedere i propri amici di gioventù per non trovarsi di fronte a testimoni delle proprie speranze deluse“. La sola speranza resta Camille, la studentessa che Florent aveva conosciuto ad uno stage, la sola donna che lo aveva reso davvero felice. Florent la rintraccia, la spia per giorni in compagnia di un bambino, Camille oggi ha un figlio, poi rinuncia ad incontrarla, non ha il coraggio né la forza di alterare i nuovi equilibri della sua vita. E’ la fine di tutto. Niente amici, niente amori, niente sesso, la serotonina riduce il tasso di testosterone. In una delle scene più straordinarie del libro, il dottor Azote, lo psichiatra che lo tiene in cura, suggerisce a Florent di sostituire il Captorix con tre puttane, gli prescrive tre escort con tanto di nome e numero di telefono. Azote compare poco nel libro ma è un personaggio meraviglioso, l’ho immaginato come Philippe Noiret. Ora Florent è in bilico tra il pensiero di farla finita – la ricostruzione fisico-matematica della sua possibile caduta dal balcone è un momento di alta letteratura che ci riporta a certe congetture di Philip Roth – ed una rassicurante rassegnazione alla morte “ In realtà Dio si occupa di noi, pensa a noi in ogni istante, e a volte ci dà direttive molto precise”. Siamo alle ultime battute del libro, un libro potente, divertente, lacerante, il migliore dei romanzi scritti da Houellebecq anche perché li racchiude tutti. Serotonina è il congedo del maschio occidentale da un tempo avviato inesorabilmente al tramonto. Il declino del pene di Florent diventa la metafora di un’Europa che non ha più la forza né la volontà di risollevarsi, un’Europa impotente come lui, che ha smarrito identità, progetti, valori. Vita, morte, disincanto, e tanto riso amaro in questo lungo flusso di coscienza nel quale Houellebecq mescola alla sua maniera il romanticismo alla filosofia, e la comicità alla pornografia.

Angelo Cennamo                   

Annunci
Standard

Una risposta a "SEROTONINA – Michel Houellebecq"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...