IL RE DI DENARI – Sandrone Dazieri

 

Il re di denari - Sandrone Dazieri

 

Non credere a niente”

E’ la frase chiave di questo romanzo, scritta a caratteri grandi, in stampatello, anche sulla quarta di copertina – come mi piacciono le copertine con le scritte grandi: fa molto american novel. Dicevo che è la frase chiave perché leggendo, non solo il nuovo libro ma l’intera trilogia, si scopre che in questa storia niente o quasi niente è come appare. Del resto, la missione di un thriller non è forse quella di spiazzare i lettori e di ribaltare ogni frammento di verità o di presunzione della verità? Con Il re di denari Sandrone Dazieri, sceneggiatore e autore di noir cimentatosi solo da qualche anno col genere thriller, ci riesce alla perfezione. Prima di addentrarci – molto poco – nella trama, per ovvie ragioni, è bene mettere in guardia i lettori e dire loro che la vicenda raccontata dallo scrittore cremonese parte da molto lontano, ovvero dal primo capitolo della serie, intitolato Uccidi il padre seguito poi da L’angelo; e che i protagonisti, Dante Torre e Colomba Caselli, sono gli stessi degli altri libri. Chi sono Dante e Colomba? Lei è una ex poliziotta scampata ad una serie di attentati dinamitardi e a svariate aggressioni. Lui è un ex ragazzo prodigio, nel senso che è prodigioso sopravvivere ad un sequestro di persona durato ben tredici anni, e rimanere chiuso in un silo, prigioniero di un’entità malefica, reale ma poco definita, denominata Il Padre. Della sua tragica infanzia, dei segni, delle cicatrici, nel corpo e nell’anima, che gli sono rimasti, Dante oggi ne ha fatto un mestiere: ritrova persone scomparse, scomparse come lui, torturate come lui, qualche volta uccise, come a lui per fortuna non è accaduto. Dante e Colomba sono una coppia borderline, che opera tra le pieghe della legalità, del possibile, del concesso, tra mille difficoltà, spesso ostacolata da poteri occulti che manovrano e corrompono chi invece dovrebbe far luce sulle drammatiche vicende raccontate. L’intera trilogia di Dazieri si muove nel nome del Padre, ruota intorno alla sua ombra misteriosa che incombe sul passato ma anche sul presente di Dante, prigioniero di un tempo che sembra non finire mai.

Il re di denari ha inizio dove la storia si era interrotta, l’indomani di quella esplosione al palasport di Venezia, e con il nome ricorrente di Leo Bonaccorso: uno sbirro o chi altro? Colomba ha lasciato la polizia da oltre un anno, trascorre il tempo a tentare di riprendersi dopo aver rischiato la morte.  Nel capanno degli attrezzi della sua casa innevata, nelle Marche, scopre un ragazzo autistico, sotto shock, imbrattato di sangue. Tommy, questo il nome del giovane, è sopravvissuto alla strage dei suoi familiari. L’identikit dell’assassino ha il volto del dieci di quadri: il re di denari. E Dante? E’ scomparso di nuovo, lotta tra la vita e la morte chissà dove, prigioniero forse di un complice del Padre. Ma non lo avevano tolto dalla scena? Sono solo alcuni dei misteri, fitti, fittissimi, che Dazieri semina nel corso della sua narrazione, sempre lucida, impetuosa, incalzante, e con un finale aperto.

Angelo Cennamo

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