MATRIGNA – Teresa Ciabatti

 

MATRIGNA - Teresa Ciabatti

 

Era inverno quando mio fratello sparì

Andrea aveva sei anni. Sua sorella Noemi, poco più grande di lui, lo teneva per mano durante quella festa di Carnevale che lo inghiottì per sempre.

Un anno dopo La più amata, Teresa Ciabatti torna in libreria con una nuova vicenda familiare, amara, lacerante, burrascosa, 205 pagine fitte di suggestioni e brividi. La Ciabatti è esperta di narrazioni familiari, sa raccontare i conflitti, i sentimenti più profondi che legano i figli alle madri e ai padri, i silenzi – che nella scrittura traduce con la parola “pausa” – e l’incomunicabilità che si perpetua fino a degenerare nei traumi. Non c’è scampo per Noemi, la voce narrante della storia, nella quale abbiamo la sensazione di ritrovare la stessa autrice del libro: quando Teresa Ciabatti scrive ci convinciamo che stia parlando di sé, della sua vita, o di una vita prossima alla sua. Lei è lì, nel racconto, con tutta se stessa: mente, sangue, cuore, e noi lettori non possiamo fare a meno di seguirla negli stessi luoghi; ci lasciamo guidare nel medesimo tormento, nel dubbio, nella disperazione, è il tracciato di una catarsi feconda, feconda perché sappiamo che di quella lettura rimarrà una macchia, un insegnamento, un’immagine. La scomparsa di Andrea è per il suo nucleo familiare una deflagrazione che si rinnova nel tempo, ma un tempo senza fine, un lutto che non smette di seminare dolore, angoscia, e follia: dove sarà finito il bambino biondo dagli occhi azzurri, bello, perfetto, coccolato, esibito, invidiato da Noemi al punto da desiderarne la morte?

Attenzione: nella mia memoria ingannevole, non garantisco che le cose siano andate così, non fidatevi” Teresa-Noemi mette in guardia i lettori, li avverte prima di lanciare i dadi di questo gioco sapiente nel quale realtà e immaginazione si rincorrono, si alternano, fino ad intrecciarsi in una combinazione rothiana. Nella storia c’è un prima e un dopo, ripetuti salti temporali, ma la linea di demarcazione di questo tempo pensato non esiste, non si vede: tutto avviene, tutto è già accaduto. Noemi è bambina, poi adulta, poi un’adulta bambina inseguita dai fantasmi del passato. Gli studi universitari in città, il fidanzato “Guardandomi da fuori, chi avrebbe indovinato il mio guasto?”, infine il ritorno a casa, nel paesello di montagna, lo stesso dove si consumò la tragedia. Noemi rivede sua madre e quasi non la riconosce, è cambiata, dopo la morte del marito si è fidanzata con un ragazzo molto più giovane di lei, giovane solo per ragioni anagrafiche, un giovane vecchio, uno sfigato, forse un manipolatore in cerca di denaro. Luca ha forse le sembianze del bambino perduto? Tutto si mescola: le identità, le verità, le parole, quelle dette, quelle mai pronunciate. Questo è Matrigna, questo è il racconto che Teresa Ciabatti ha cesellato con una scrittura minimal, mai vischiosa, fluida come un torrente limpido e inarrestabile, a metà strada tra il postmoderno e la tradizione, con frasi brevi, millimetriche, che offrono al lettore il quadro estetico di una letteratura d’oltreoceano più che italiana. Matrigna è un romanzo sull’assenza e sui ricordi, una storia di interrogativi inevasi che a tratti sfiora il noir, sempre vibrante, carica di introspezione e venata di poesia. Un libro nel quale molti ritroveranno brandelli del loro vissuto: gelosie, sensi di colpa, inganni, paure. Checché ne dica Nabokov, a questo serve la narrativa: a riconoscersi.

Angelo Cennamo

Annunci
Standard

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...