QUESTO BACIO VADA AL MONDO INTERO – Colum McCann

 

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In una torrida giornata estiva uno sconosciuto tiene New York col fiato sospeso: sta passeggiando su un filo d’acciaio a cento metri dal suolo, tra le Torri Gemelle. E’ il 1974. Sotto di lui, un’umanità dolente e generosa vive i suoi affanni quotidiani, sempre in bilico tra il bene e il male. Storie anonime e silenziose che si intrecciano come i fili di quel cavo, teso tra la vita e la morte, sopra la metropoli rumorosa e indifferente di una mattinata qualunque.

Corrigan è un giovane uomo venuto da Dublino per portare la sua missione tra le prostitute del Bronx e in una comunità di anziani abbandonati. Abita ai margini di un quartiere difficile, misero e sopraffatto dalla delinquenza. Lui, ultimo tra gli ultimi, se ne va in giro con un furgone scassato ad aiutare il prossimo, combattuto tra il suo apostolato laico e l’amore per una donna. La sua tragica fine va ad incrociare la vita di un’ex pittrice cocainomane, consumata dal rimorso e per questo alla ricerca di un improbabile riscatto.

Una madre condivide il dolore della morte in Vietnam di suo figlio con altre madri che hanno vissuto la stessa esperienza. Si ospitano a turno per fuggire dal tempo e per scambiarsi un po’ d’affetto.

Tillie è una giovane nonna di colore, detenuta in carcere, ex prostituta e madre di una ragazza sfortunata, anche lei finita in strada. Quel giorno maledetto sua figlia era seduta sul sedile anteriore del furgone di Corrigan. Ora il suo unico scopo è vedere di tanto in tanto le due nipotine, affidate dai servizi sociali a una nuova famiglia di New York.

Questo bacio vada al mondo intero, vincitore del National Book Award nel 2009, è il romanzo della consacrazione di Colum McCann, scrittore irlandese, naturalizzato americano, tra i migliori esponenti di una generazione di autori di successo come Chabon, Franzen, Egan, Lethem, Eggers. McCann ha una scrittura duttile, fluida, sinuosa, mai ripetitiva. Sa scavare a fondo nelle vite dei protagonisti e guidare il lettore nelle pieghe più remote delle sue storie. Il funambolo di McCann – personaggio realmente esistito – è un geniale espediente letterario che serve all’autore a cucire le sue trame in una suggestiva elaborazione narrativa, polifonica, precisa e sempre originale.

Angelo Cennamo

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TRE CAMERE A MANHATTAN – Georges Simenon

 

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“Era una sensazione strana, camminare così nella città immensa senza avere la più pallida idea di dove stessero andando”. Un uomo e una donna camminano di notte lungo la Quinta Strada di New York. Non si conoscono, non sanno niente l’uno dell’altra, ma da quel momento una strana magia li renderà inseparabili. Francois Combe è un attore parigino arrivato in America per dimenticare il suo matrimonio  e iniziare una nuova vita. Lei –  l’altra donna –  “non era bella. E neanche giovane. Inoltre, aveva l’aria di chi ha vissuto troppe avventure. Che fosse proprio quell’aria ad attrarlo, a commuoverlo?” Intanto i due sconosciuti camminano, camminano senza fermarsi. Entrano in un bar, bevono qualcosa. Poi un altro bar e via, fino a quella stanza d’albergo. Tre camere a Manhattan, romanzo del 1946, è il libro che non ti spetti da un autore come Georges Simenon, abituato a ben altre atmosfere. Delle inchieste nebbiose alla Maigret qui non resta che la pipa, quella che di tanto in tanto Francois Combe fuma per allontanare lo spettro della solitudine, nella speranza che Hollywood si accorga finalmente di lui. Francois ora non è più solo, quella magica notte newyorchese gli ha regalato l’irresistibile Kay. Le loro esistenze deluse e tormentate si sono appena incrociate, ma è come se si conoscessero da sempre “Era come se, per miracolo, avessero percorso in una sola notte tutte le tappe che gli amanti impiegano di solito settimane o mesi ad attraversare. Continuavano a non sapere niente l’uno dell’altra. Eppure mai due esseri, due corpi umani si erano compenetrati più selvaggiamente, con una sorta di disperato furore.  Tre camere a Manhattan è un romanzo intenso, ricco di introspezione e di mistero, che rivela la straordinaria poliedricità di uno scrittore capace come pochi altri di spaziare attraverso più generi letterari senza mai perdere smalto e qualità nella scrittura. “E’ uno dei pochi romanzi che abbia scritto a caldo” dirà Simenon dopo averlo pubblicato. Chissà che dietro la figura del passionale Francois non si nasconda proprio quella dello scrittore belga, anche lui trasferitosi in quegli anni da Parigi a New York per allontanarsi da un’altra brutta storia.

Angelo Cennamo

 

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LE AVVENTURE DI AUGIE MARCH – Saul Bellow

 

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Pare che l’idea di scrivere Le Avventure di Augie March a Saul Bellow sia venuta passeggiando per una strada di Parigi. Lungo un marciapiede Bellow vide un rivolo d’acqua che scorreva limpido, fluido, senza interruzioni. Fu per lui un’illuminazione. “Voglio scrivere così”, pensò, distratto da quell’immagine. “Voglio che la mia scrittura somigli a quel un flusso d’acqua veloce, compatto e inarrestabile”. Nacque così uno dei romanzi più popolari dell’autore canadese, naturalizzato americano e premio Nobel della letteratura.

Le Avventure di Augie March è un romanzo di formazione dalla forte impronta autobiografica, ricco di personaggi e di avvenimenti inaspettati. Un libro veloce, dal ritmo incalzante, con numerosi cambi di scena, scritto con eleganza e sentimento da un vero maestro della narrativa del novecento.

Augie è un ragazzino curioso e ribelle, che vive nei bassifondi della Chicago degli anni ’20, ai margini di una società povera e violenta, con sua madre, due fratelli, di cui uno minorato mentale, e la nonna: Nonna Laush, donna energica e risoluta che governa la famiglia in assenza del padre. Sono gli anni di Al Capone e del crollo di Wall Street. Augie se ne va in giro per la città a fare disastri con i suoi compagni di merende. Per sbarcare il lunario si adopera in mille mestieri, ma senza trascurare la scuola. L’incontro con Einhorn, un ricco uomo d’affari, intraprendente e appassionato di buone letture, risulterà decisivo e costruttivo. Augie ne diventerà il badante e il miglior confidente. La grande occasione per cambiare vita ha il volto di Lucy Magnus, la cugina di Charlotte, l’ereditiera che ha sposato Simon, il fratello di Augie – lui sì che ha la testa sulle spalle. Ma proprio la notte di capodanno che deve sugellare il fidanzamento tra i due, l’inarrestabile Augie la trascorre in un ospedale di Chicago, dove un’altra ragazza, una sua vicina di casa, sbandata come lui, è costretta ad abortire. Abbandonato anche dal fratello, deluso da quel tradimento rovinoso ed inspiegabile, Augie deve ricominciare daccapo. Il suo girovagare infinito lo porterà prima in Messico, ad addestrare aquile con una nuova amante, poi in Europa per altre picaresche avventure.

Leggere i libri di Saul Bellow – come Augie March anche Herzog e Il dono di Humboldt è un piacere irrinunciabile per chi ama la buona letteratura. Qualcuno ha detto che la prosa di Saul Bellow è l’America. Non possiamo che essere d’accordo. Quanto al grande romanzo americano, inutile pensare di scriverlo, c’è già: è Le Avventure di Augie March e l’ha scritto Saul Bellow. Parola di Philip Roth.

Angelo Cennamo

 

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INSEPARABILI – Alessandro Piperno

 

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“Per non infliggere ai lettori il tour de force che avevo inflitto a me stesso, ho deciso di dividere il romanzo in due parti”. Così Alessandro Piperno spiega nella prefazione de Il fuoco amico dei ricordi la ragione per la quale ha preferito dividere la storia della famiglia Pontecorvo in due romanzi, e pubblicare il secondo volume Inseparabili nel 2012, due anni dopo Persecuzione. La prima parte del racconto si conclude con la fine grottesca del protagonista, trascinato da Camilla – la fidanzatina dodicenne del figlio Samuel – nel più torbido degli scandali sessuali, e abbandonato dalla sua famiglia nel seminterrato della villa sulla Cassia, nel quale lo stimato professore si è ritirato nell’attesa del processo. Nel secondo romanzo Piperno concentra invece la sua attenzione sulla vita dei figli di Leo Pontecorvo, i fratelli Filippo e Samuel, che al tempo di quella scabrosa vicenda del padre sono due adolescenti.

Ora Filippo ha 39 anni, una laurea in medicina costata molta fatica e qualche raccomandazione, una moglie milionaria, attricetta di fiction, depressa e  rancorosa, e un progetto stravagante che coltiva però  senza troppe aspettative: un  film d’animazione che sta per sbarcare nientemeno che al festival del cinema di Cannes.

Suo fratello Samuel è un ex manager bancario che ha deciso di mollare tutto per lanciarsi in una nuova avventura professionale dalla quale ne uscirà a pezzi. Sta per sposare Silvia dopo un lungo fidanzamento, ma intrattiene una relazione clandestina con una giovane studentessa per fini terapeutici: Samuel infatti è sessualmente impotente e certe distrazioni, perfino avallate da Silvia, gli servono, dice lui, per liberarsi dallo stress e a ritrovare la giusta autostima.

Nel corso del racconto le vite dei due fratelli finiscono per ribaltarsi: Filippo, lo studente mediocre, il ragazzino dislessico con problemi di apprendimento, l’adolescente ipocondriaco e ossessionato dal pensiero della morte, diventa sorprendentemente una star internazionale del fumetto. Samuel, il figlio più intelligente ma anche più sensibile dei Pontecorvo, il ragazzo  studioso, il prodigio della finanza, si ritrova invece senza lavoro e oberato di debiti. In uno dei passaggi cruciali del libro, Samuel assiste a una stupefacente lectio magistralis di Filippo proprio nella sua ex università, la prestigiosa Bocconi. Di fronte a tanta popolarità e alla generosa ovazione di quella platea di professori e di studenti, Samuel è sopraffatto dall’invidia e scappa via. E’ solo il primo segnale dell’imminente rottura tra i due, che si consumerà definitivamente con la scoperta più dolorosa: Ludovica, la donna di Samuel, è stata anche l’amante di Filippo.

Nelle ultime pagine del libro, le più emozionanti, i protagonisti  ritrovano il fantasma di Leo Pontecorvo nel corso di una violenta discussione che ha il sapore di un regolamento dei conti troppe volte rimandato. I due fratelli e Rachel, la madre vedova, per la prima volta rompono quel lungo silenzio che ha alimentato rancori e sensi di colpa, per accusarsi a vicenda della morte del padre. La scena più drammatica e sensazionale del romanzo si svolge nel luogo simbolo della prima parte del racconto: il seminterrato nel quale Leo si è autorecluso per fuggire dalla sua famiglia e da se stesso.

Inseparabili è un romanzo intenso e dissacrante sulle relazioni familiari. Una storia d’amore e di rivalità, vissuta sul crinale del pentimento, nella quale ciascuno può ritrovare se stesso o brandelli della propria vita. Il grande romanzo italiano che per troppi anni è mancato alla nostra letteratura.

Angelo Cennamo

 

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